Sabato
Forse tempo addietro ci avrei pensato di più.
Adesso non mi vergogno più di dire ad una persona che la sento. La sento da lontano. Se mi isolo nel silenzio e ascolto il mio respiro e penso a questa persona io mi metto in ascolto. Non mi vergogno più di dirlo.
Mi trovo ad ascoltare spesso le "mie" persone. Mi aiuta a non disturbare. Poi mi capita a volte di sentirle molto forte. Verificando assieme a loro, mi dicono di non stare bene e io mando luce. Questa cosa si manifesta con un pensiero fisso. Dalla mattina presto alla sera tardi. Quindi ho provato in una di questa manifestazioni a chiedere se andasse tutto bene. Finiva con un "oggi no!" o "ho l'influenza!" oppure " ho litigato forte è una giornataccia!" Capirai il mio sbigottimento.
Non capita con tutti, ma con chi sento affine, non è che mi metto a chiamare a caso le persone per chiedere se va tutto bene.
Stasera non volevo nè uscire, nè stare a casa. Quella fase bipolare che alberga in noi esseri freddolosi. "Siii!!! Divertiamoci un casino!!! Ma attaccati al termo con i calzettoni!!!"
Oggi mi sono dedicata alla preparazione di polpette e zucchine ripiene, gratinati e tiramisù.
Ovviamente penso a X. mentre cucino e mi piace immaginare che si stia gustando la preparazione e lo ascolto dire " E' Buonissimo!"
Poco fa ho chiuso gli occhi e ho cercato una connessione con X. L'ho intravisto di profilo ed è venuto naturale bisbigliare al suo orecchio. Mi piacerebbe che mi scrivesse dato che l'ho sentito nel posto sbagliato.
Due sabati fa, proprio il giorno in cui ho aperto questo blog, mi ha interrotto chiedendomi di bere assieme una bottiglia di rosso che aveva portato a casa mia. Presto fatto ho chiuso il portatile e mi sono animata. L'ultimo mio ricordo è stato "Grazie di essere venuto, non volevo stare da sola stasera."
Le bottiglie sono aumentate a 2 e mezzo. Mi ha confessato che abbiamo dormito assieme sul divano.
Capite cosa mi sono persa?
Anche stasera non avrei tanta voglia di stare da sola, ma di sicuro avrà da fare altro. L'ultima serata con X. credo sia stata la serata più bella che abbiamo passato assieme.
5 ore di chiacchiere.
Io ero ad un metro da terra.
Parlerei con lui per giorni. Mi piace ascoltarlo, confrontarmi, trovare un ostacolo e parlarne. Mi intriga a livello mentale, ma non si sbilancia e rimane sempre sul vago quando parla. Ogni tanto infila l'amica nel discorso. Come se io non sapessi, lo ascolto. Capite come sia difficile sentirsi dire che io e l'amica abbiamo molte cose in comune!?
Io non plagio nessuno, né tantomeno mostro ciò che non sono. Sono tre anni che lavoro su di me proprio per far cadere le maschere che purtroppo vivendo mi si sono innescate nel rapporto con il mondo esterno. Sto diventando pura ed empatica, rimanendo coerente. E' difficile sta cosa. E' davvero di una difficoltà immane. Basti pensare quando ti trovi a sedere con una amica che ti racconta e vuole sentirsi dire ciò che vuole e io invece devo dirle ciò che penso realmente. Alla fine la gente mi odia. Ma se la mia anima non concepisce determinati comportamenti io non posso accettarli nemmeno se fatti dalla mia migliore amica/sorella.
intanto l'ora di X. è passata.
Ha realmente da fare dunque.
Dopo aver cucinato tutte queste cose non mi va nemmeno di mangiarle. Se fossi in compagnia sarebbe diverso, come ogni volta che viene a cena. Io cucino e poi non mangio niente.
La prima volta che è venuto a casa per pranzo, mi ha detto " alla prossima ti porto al ristorante!" Non credo sia fattibile con l'amica in agguato. Deve aver una gran paura di sta persona. O per lo meno l'idea che mi da è questa. Ne parla sempre con un coinvolgimento stranissimo. Quando mi ha detto che avevamo tutte queste cose in comune, per un attimo ho creduto si potesse innamorare di me. Mi si è gonfiato il cuore. Riuscire a essere me stessa, dare la mia essenza, farmi assaggiare. Come quando sei al mare e ti bagni appena i piedi perchè fa freddo. Poi piano piano ti immergi e il sole complice ti scalda. Ti abitui al freddo dell'acqua e diventa piacevole. Mi piacerebbe sentirmi dire che sono piacevole. Sogno ad occhi aperti sul confine del "non ci sarà mai nulla fra noi". E' emotivamente devastante. Nuovamente devastante. Se a 13 anni ascoltavo i Doors e i Nirvana, Zombie e i Pearl Jam. Adesso ascolto Brunori sas e sempre i Pearl Jam, ma nulla cambia. E' sempre struggersi per qualcosa che non sarà mai, ma pur di averlo nella mia vita lo accetto così come viene. Il buono è che non è umiliante, ogni volta c'è uno scatto in più. Il punto di partenza è differente, usciamo da storie pesanti. Io vorrei leggerezza, invece ho ritrovato X. che è accompagnato e per avere dolcezza, calma, accoglienza e leggerezza, cerca me. Ma sono poche queste manifestazioni. Non posso ovviamente pestare i piedi o scapperebbe. In realtà non voglio nemmeno pestarli. Mi sta bene, ho tempo per me, per le mie cose. L'universo mi ha accontentato nelle mie richieste. Ho una bellissima distribuzione del tempo. Bilanciata. Però, ecco, diciamo che se avessi più serate occupate con X. non mi farebbe schifo. Ma questo serve. Ci metabolizziamo. Rivivo le chiacchierate. E dato che penso sia un essere umano, credo le riviva anche lui. Ha fatto suo il mio trucco di respirare con l'unione del pollice con l'anulare che gli ho consigliato tempo addietro. Ciò vuol dire che mi ascolta ed è già tanta roba.
Io mi innamoro quando c'è, lui quando non ci sono.
Quindi aspetto che senta una specie di mancanza e riappaia.
Sto nel mio.
Non è facile, ma me lo sono imposta.
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