Gaja e Alice

 Sono stata al master ad Osimo.

Due giorni che cominciano ad essere troppo brevi. 

Non dovrei più stupirmene, ma ogni volta rimango sorpresa. Mi ritrovo spesso a far parte di gruppi di lavoro e dopo una apparente partenza timida, il gruppo esplode. L'affiatamento è sempre di alti livelli. In questo gruppo ci siamo ritrovate io e Greta. Tutte e due siamo assistite dallo stesso naturopata. Dedicherò un post a Lui perchè chiamarlo naturopata o counselor è realmente riduttivo.

Come ho spiegato nel post precedente il lavoro dell'ultima lezione è stato molto introspettivo. Per ognuno di noi. Andare a tirare fuori fotografie di famiglia, smuove sempre delle energie congeste. Il corpo ha delle memorie e se il corpo canta vuole dire che la cosa sta funzionando. 

Alice è la cucciola del gruppo. Ha 19 anni e per l'età che ha ha già troppi sogni infranti. Ha conosciuto il dolore troppo presto e ogni volta che siede sulla sedia con la docente, piangiamo tutti. Ha una purezza d'animo, una delicatezza e dolcezza d'altri tempi. E' una piccola rocchettara, si presenta con la maglietta dei Ramones, ma quando le parli i suoi abiti si trasformano in un completino bucolico. 

L'ho presa a a cuore. Le voglio bene da che l'ho sentita singhiozzare alla prima lezione. Tutti noi siamo li con il nostro sentire. Chi sente voci, chi vede auree, chi sente e vede con il cuore. Tutti abbiamo una nostra peculiarità, un nostro dono. La cosa bellissima è che siamo tutti in assenza di giudizio. Pertanto riusciamo ad essere noi stessi, in un ambiente protetto. I laboratori che stiamo facendo, sono molto profondi e spesso chi decide di lavorare su se stesso, finisce con il far piangere gli altri. Siamo tutti li per metterci in discussione. Per poter aiutare gli altri dobbiamo prima capire i nostri mostri interiori e capirli spesso porta a provare un dolore immane. Siamo tutte persone che credono che la propria evoluzione serva poi ad altri per stare meglio con se stessi e con gli altri. Una ciurma di sentimentaloni altruisti. Siamo un gruppo bellissimo. Piano piano ci stiamo conoscendo e già solo durante i lavori in aula, ruotando, componiamo un piccolo puzzle. Ogni volta ci dispiace sempre di più che il fine settimana finisca. Questa volta è stata davvero tosta.

Ci sono dei legami che non si spiegano. Non sono di vecchia data, ma sono talmente intensi che finisci per credere che lo siano.  Durante la prima pausa della mattina siamo scese al pian terreno con caffè alla mano, per fumare la tanto desiderata sigaretta. Siamo state abbagliate dal sole. Quel tepore meraviglioso del sole del mattino. Io ho chiuso gli occhi e sentivo una presenza alle spalle. Era Alice. Ho impugnato il cellulare e ho scattato la foto. Nel silenzio. Una foto meravigliosa. L'ho pubblicata con il sottofondo della canzone di Lou Reed, Perfect Days. Sembrava davvero una foto scattata negli anni 70 e dunque l'abbiamo resa in bianco e nero. Meravigliosa sul serio. Sono due giorni che la guardo e la riguardo. abbiamo entrambe gli occhi chiusi e baciate dal sole. Io scura di capelli e lei biondissima. Io scura di carnagione e lei con la pelle color latte. Mi sono davvero emozionata. 

Credo sul serio che in questo corso io sia riuscita a trovare amici per la vita.

Non ci sono secondi fini, siamo affini. Ci siamo scelti. Siamo limpidi e desiderosi di metterci in discussione. Siamo tutti affidati all'universo. Ed è bellissimo. 

Sto stringendo i rapporti con Nicol, Elisa, Mirko, Francesco, Alessandra, Criscia, Gaja. 

Gaja è un'altra persona che mi ha sconvolta. Talmente tanta forza dentro di sè da scoperchiare le case. Durante le lezioni ad Osimo, ci troviamo a fare le prove dei colloqui a rotazione. Scambiandoci i ruoli tra counselor e assistito. Gli argomenti dei colloqui sono sempre molto semplici. Vanno dalla mala gestione del tempo, al non saper effettuare una scelta che non sia viziata. Quando prende la palla Gaja, sceglie me come councelor e mi sottopone il problema del suo tumore e la paura di morire. Sono sprofondata. Sapere di non avere ancora i mezzi per aiutarla, mi ha fatto rattristare. Gaja, così come Alice, ha l'anima pura. L'ho chiusa in pezzo di cuore. Ha due figli e ha paura di essere dimenticata, ma più entro nel suo mondo e più mi rendo conto che questa cosa è impossibile. Ha talento, è meravigliosa, buona, divertente. Un pozzo di gioia. Se la penso mi viene da ridere. Sabato notte ballava sul mio letto in piedi. E' deliziosa quando si trasforma per fare l'oracolo dei tarocchi sulla musica ed è bellissima quando si immedesima nell'arcano. E' un folletto. 

E' strepitoso trovare persone così. Che ti ricordano te stessa prima che avvenisse l'indurimento del cuore. Prima che il dolore mettesse quella ringhiera chiusa a tre mandate. Ma l'universo ce le manda per farci ritrovare. Per farci sentire da lontanissimo la nostra essenza. Quella che viene dal cuore. Quella che viene dall'anima. Per farti sapere che non sei sola, o solo, a provare determinati sentimenti. A rimanere sbalordito davanti alla cattiveria. A ripugnare certe situazioni. Non si è mai soli. 

Non siamo mai da soli. 

Io da Settembre lo sono sempre meno.













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